S.C.I.A. – Segnalazione Certificata di Inizio Attività

 

Cos’è e a cosa serve?

La S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è una  pratica amministrativa “semplificata”, più estesa rispetto alla C.I.L.A. e sostitutiva della D.I.A.,  per mezzo della quale si possono eseguire, in sintesi, gli  interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione e nuova costruzione, di immobili.

La S.C.I.A. è stata introdotta con l'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, successivamente sostituito dall'art. 49, comma 4-bis, legge n. 122 del 2010,  ed oggi regolamentata dagli art. 22 – 23 – 23bis – 23ter del  T.U. dell’Edilizia DPR 380/01, con essa è consentita la realizzazione di una vasta tipologia di interventi edilizi senza la necessità di attendere i lunghi procedimenti autorizzativi.  

 

Quali sono le opere soggette alla comunicazione S.C.I.A. ?

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività,  è  richiesta per l’esecuzione delle opere ed interventi   così come definiti dall’art. 22  del D.P.R. 380/2001,  secondo il quale, in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, con la predetta comunicazione,  si possono realizzare:

– gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio;

– gli interventi di restauro e di risanamento conservativo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio;

– gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), diversi da quelli in-dicati nell'articolo 10, comma 1, lettera c.

Sono, altresì, realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio attività le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Sono, inoltre, realizzabili mediante segnalazione certificata d'inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

La realizzazione degli interventi che riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica, paesaggistico-ambientale, dell'assetto idrogeologico, o comunque sottoposti a vincoli di altra natura per i quali è  necessario il parere o nulla osta, è subordinata al preventivo rilascio del parere o dell'autorizzazione richiesti dalle relative previsioni normative.